Due princìpi danno forma all'esistente nel nostro Universo: Caos ed Ordine;
e se una concezione dualista le considera antagoniste, in verità sono un'unica Cosa.
Fosse solo per il primo, potremmo avere spire interminabili di numeri Rossi per mesi e qualche nero nel week-end, e magari tutti della 1ª dozzina. O anche solo zeri.
Ma l'Ordine interviene: applicando l'Armonia - con tutte le sue alternanze - consegue e mantiene l'Equilibrio. |
La nostra mentalità non lo comprende ancora del tutto; ne osserva le manifestazioni traendone i possibili benefici, previsioni a posteriori, statistica, dalla legge dei Grandi Numeri alla legge del Terzo ormai consumata ai cultori dei sistemi di gioco, ma non ne conosce la ratio, o la modalità.
L'amico Andrea Bianchi, nel suo prestigioso sito laRoulette.it si compiace di un motto che, pur condensato in un banner, non perde la sua potenziale sagacia: “perché la Fortuna va e viene, ma la Conoscenza rimane”; tutto sommato, mi ha a sua volta stimolato a completare ciò che da tempo avevo imbastito.
Se potremo aprire anche un piccolo spiraglio nel contesto della prevedibilità, grazie a quel grande campo di prova che è la Roulette, ma escludendo dalla lizza l'impiego di strumentazione a carattere speculativo (cioè montanti, ritardi, calore e trappole varie ad essi orientate) e ricercando invece nella direzione “naturale” dello scorrere delle permanenze, il che sottintende come impostazione basilare l'umiltà di un gioco a massa costante, avremo posato lo sguardo appunto sulla “Conoscenza, quella che rimane”.
è allora opportuno concentrarsi per un attimo, in modo nitido e piano se riferito al nostro soggetto, sui due 'princìpi' testé enunciati, che di fatto si esprimono operando in due direzioni opposte:
- il Caos è il prodotto del disordine, del caso che lo anima, se mi è consentito rimescolarne le lettere. Il principio in atto è quello che porta alla separazione, alla completa indipendenza di ogni dato - o di ogni stato - da qualunque altro; il che fa sì che non vi sia legame, corrispondenza, connessione tra i fattori di qualunque insieme, sempre che di insieme in tal caso si possa argomentare.
- Ordine invece, ossia disposizione organizzata dell'insieme che ne è la risultante, nasce da un'Intelligenza che, quale tramite di una comunione infrastrutturale tra ogni argomento ed il Tutto, ad ogni istante riproduce quella pur fugace compatibilità o sinergia - più o meno latente o manifesta - volta ad affermare o mantenere l'interdipendenza tra le parti; in poche parole, da un Fattore capace di garantire una congruenza da cui prenda forma la continuità, se non la coesione stessa.
Al di sopra di ogni altro, nei concetti di vita e di morte assolutamente si distingue ciò che unisce in una progressione incessante da ciò che separa e (apparentemente) disperde.Il segreto sta là.
Nel nostro caso specifico, questa funzione può essere raffrontata al filo che unisce la perle di una collana: senza di esso le perle sarebbero destinate a sparpagliarsi in tutte le direzioni; la sua presenza fa sì che una collana esista. Potremmo contenerle in una scatola - cosa che mi rammenta i comuni sistemi - ma non avremmo comunque una collana.
Si tratta dunque di riuscire a sublimare quel bandolo della matassa, conduttore della continuità, distinguendolo da ciò che tende a dissolverla (e così a negarla). Se ho evidenziato il termine conduttore nell'esempio è perché esso si adatta egualmente a espressione “filo conduttore”, quanto al concetto di conduttore di una corrente di energia.
L'individuazione di questo spiraglio è stata alimentata e sospinta da anni di osservazioni di vario ordine, di cui sarebbe lungo elencare tutti gli ingredienti (del resto è il traguardo che conta), in una direzione molto semplice. La realtà Roulette consta essenzialmente di un cilindro, del quale il tappeto non è che un corollario, ed è all'interno del cilindro che va ricercata la verità.
Merita osservare che le strategie orientate al tappeto tendono ad agire in una forma lineare, piana e progressiva, che è quella della statistica, ovvero della copertura progressiva delle varie aree e suddivisioni della sua trama.
Quelle orientate al cilindro, almeno nella mia esperienza, prendono spunto da un tipo di osservazione più intuitivo ed articolato, che ne combina la geometria con il movimento ed i relativi tempi, tanto per inquadrare i due tipi di approccio. Il primo sembra più orientato al rastrellamento, il secondo alla previsione; ma è solo una considerazione soggettiva.
il Principio, ciò che la geometria vede
Fondamento della mia proposta è una legge numerica che parte dalla geometria “lineare”, per essere trasferita al cerchio:
l’insieme di 4 punti disposti lungo una retta è detto armonico ogniqualvolta 4 linee originate da 2 punti alterni si incontrano formando sul piano un quadrilatero, le cui diagonali raggiungano gli altri due punti.

Poiché di armonia si tratta ed essa è alla base di tutte le manifestazioni vitali, ipotizziamo tout court che il presentarsi di una serie di tre punti con modalità rispondenti (vedremo poi quali) potesse richiamarne il quarto armonico, generando un agglomerato nettamente identificabile con un'incidenza superiore alla media.
Partito nel '98 con questo assunto, codificando i primi programmi con gli strumenti del momento, in modo non approssimativo ma semplicistico cercando, per così dire, una riprova, una sorta di incoraggiamento a procedere, ho ottenuto curve crescenti da applicazioni un po' farragginose su combinazioni elementari (la fretta è la peggiore compagna di un programmatore), ma il guadagno, se pur ripetuto, su piccole serie di 3-5000 colpi reali trascritti a mano, non era tale da indurre ad un viaggio con la necessaria permanenza (e qui non mi riferisco alle boules!) nei pressi di un Casinò. Poi, per anni, ho avuto altro di cui occuparmi. La realizzazione di AstroTime, che contiene i fermenti del costrutto in esame, ha richiesto un impegno le cui radici affondano negli anni '70-80 e, guardacaso, come i sistemi di gioco anche la materia astrologica integra il concetto di previsione; debbo aggiungere che entrambe si basano sul movimento circolare a ciclo continuo?
nel conttempo ho redatto un trattato di carattere esoterico: «Il segreto dei 5 Riti Tibetani», approfondendo un argomento che a sua volta investe a pieno titolo la legge del 4+1. Tutto nella mia ricerca conduce al maturare di questa rivelazione, o meglio a questo accenno di rivelazione: i componenti di questa figura centrale (l'aquilone), che noi vediamo conformarsi sul piano, forse rappresentano qualcosa che ha a che vedere con un tetraedro e con la sua potenziale presenza nella cristallizzazione delle forme di vita.
Nel frattempo e con il favore della rete, molti studi sono stati svolti e pubblicati, alcuni dei quali riprendono principi che già mi erano familiari, usando termini e simboli che io stesso sto usando (me ne sono accorto dopo e non ho motivo di cambiarli), ma senza pervenire a degli effettivi passi avanti. Solo piccoli esempi isolati e sporadici, applicazioni soprattutto dedicate al Lotto - di cui vi è il più ampio bacino di utenza, pur essendo improntato ad uno squilibrio rimunerativo inaccettabile per qualsiasi persona che ami veder quadrare i propri conti - ed a coloro che, ciononostante, sono disposti a sperimentarle.
| Si fa un gran parlare di armonia, in tutte le salse, ma non sempre con la dovuta proprietà. Il principio armonico non è affatto rappresentato da figure statiche più o meno simmetriche iscritte in una circonferenza. Come un suono, esso è intrinseco al processo dinamico di [formazioni in] movimento, ovverosia è l'alito del divenire, come ho cercato di esporre alla sezione di AstroTime che tratta degli Aspetti astrologici; ed è primariamente basato sul quaternario (la materia, lo stesso spazio) che si volge al Quintile, espressione angolare della forma pentagonale concava e convessa, la vera portante della trasformazione. Non intendo aprire qua un corso di astrologia, ma il lettore vedrà presto come una serie di quattro numeri si trasformi in una sorta di figura stellata, per dar vita a permanenze da mozzafiato. Mi auguro che, se un giorno a scorrere queste pagine sarà un Astrologo, sappia cogliere il senso di questa ricerca e della sua vera matrice, fino a desiderare di ricondurre la logica che sgorga dal cilindro della Roulette allo studio del ben più vasto anello Zodiacale per poi applicarla, in combinazione agli Aspetti, alle relazioni armoniche tra i Corpi celesti. |
Perché elementari?
Ebbene, ho cercato di contenere nei detti tre numeri la base di ogni previsione, ma ho dovuto scoprire ben presto che questo principio applicato alla circonferenza non si risolve come su una linea retta in un unico 4º numero possibile, ma ne genera due, dai quali nasce addirittura la triade derivante dalla loro somma, con ulteriore, motivato imbarazzo nelle puntate.
È ciò che ha aggiunto la maggiore crisi alla già grande difficoltà nell'interpretarne la disposizione: perché mentre su una retta il processo è statico e prevedibile, in quanto i punti si susseguono in modo definito nello spazio e nel tempo, all'interno del cerchio tutto sembra essere sempre egualmente presente. Non si ha un prima né un dopo, un davanti e un dietro; nel nostro caso non vi è direzione univoca né preferenziale, come nel caso della retta, dove uno dei due bracci si allontana dalla linea base e solo l'altro la interseca; all'interno di un cerchio vi è un principio per cui tutto tende all'equilibrio e dunque se si può supporre che il numero più vicino (o tendente verso) alla formazione di base sia quello buono, si può arguire che l'altro, quello opposto, abbia maggiore funzione di equilibrare la ruota.
Per non farla lunga, sono giunto alla verifica che se per 60 o 70mila colpi il primo prevale con vincite sensibili, prima o poi l'altro lo va a sostituire, rendendolo addirittura perdente sotto la media. In un gioco a massa costante ciò racchiude un insegnamento, poiché giocando su tali serie numeriche una sola unità per volta, ci si dovrebbe attendere un pareggio, non uno sbalzo. Invece, la scoperta ultima fu che quando entrambi si rivelavano deludenti si imponeva in modo aperto la loro somma (N.d.A.: è riferito alle prime prove effettuate, ma non ricontrollate con gli algoritmi attuali).
l'applicazione Tecnica, ciò che la geometria non “prevede”
“Prevede” qua non ha a che fare con previsione, ma con il suo significato formale di prendere in considerazione.
Così, se sei ancora interessato dopo questo preambolo, veniamo alle modalità.
La figura composta da tre soli numeri è troppo ambigua ed opinabile, poiché per ottenere quello che d'ora in avanti chiamerò l'«aquilone» (ho poi riscontrato in rete l'uso dello stesso vocabolo per un caso similare; me ne compiaccio, data l'affinità d'intenti; ma mi piace far notare che gli aquiloni di cui parlo in questo contesto non restano immobili nella loro fissità, ma svolazzano e si agitano nell'immensa volta del cilindro in tutte le forme e le direzioni imposte dal vento che li agita) si doveva passare ad arte per il centro del cerchio partendo da ciascuno dei tre punti. Per intenderci riproduco un'immagine in cui la figura vede i numeri 33, 1 e 12 sullo stesso emiciclo; l'1 funge quindi da asse centrale e proietta insieme agli altri due la propria linea attraverso il centro.
Sarà chiaro fin da ora che nelle descrizioni ed esempi a seguire si fa sempre riferimento a celle numeriche ordinate sul cilindro, a partire da uno fino a 37; qualunque etichetta (o numero) si voglia attribuire loro sul tavolo non riveste alcuna importanza dal punto di vista matematico e dinamico-spaziale: contano solo le relative posizioni e le distanze coperte nei percorsi in esame. Ove poi gli stessi simboli numerici concorressero a formare combinazioni parallele o specifiche per simmetrie, distanze o particolari fattori di congruenza, ciò potrebbe anche interagire favorevolmente, rafforzando le relazioni analogiche; ma non occorrerà inoltrarci fino a questo punto.
Ad ottenere il quadrilatero qualunque punto dell'asse centrale va bene, poiché il principio armonico fa sì che l'altra diagonale dell'aquilone definito dalle intersezioni, qualunque sia l'inclinazione delle linee di proiezione, raggiunga sempre lo stesso punto sulla linea di appartenenza: un evento molto speciale, che definisce un agglomerato numerico, degno del termine suddetto.

14 e 31 nell'esempio sono i candidati, tra cui il 31 il prescelto se i 3 punti giacessero su una linea retta; la loro somma: 43, corrisponde alla cella nº6, dopo aver completato il giro del cerchio.
la mia seconda manche
Riprendendo il discorso dopo anni, con evoluzione degli strumenti di programmazione e rinnovate riflessioni e valutazioni dei vari casi, ho inteso passare all'esame di una formazione geometrica il più possibile inerente alla disposizione teorica introdotta, nonché forti di un maggior criterio selettivo e di identificabilità. Un limite della figura di 3 numeri è infatti dato dall'ordine con il quale si presentano, che non lascia intendere molto circa l'applicabilità del teorema, cosa che sarà più chiara dopo aver preso atto delle caratteristiche di figure più complesse. Inoltre verrà abbattuto lo svantaggio delle prime formazioni in esame che, in certi casi di triplice simmetria, introducevano ben 6 numeri alla previsione.
È necessario adottare figure derivanti da formazioni numeriche, più o meno consecutive, che predispongano esse stesse i lati dell'aquilone, piuttosto che farlo passare necessariamente per il centro del cerchio. L'idea di base è che quanto più specifica, o predefinita sarà la figura, tanto meno generico ed opinabile seguirà il responso.
Si tratta cioè di selezionare una formazione numerica di partenza che definisca e personalizzi il più possibile l'andamento della figura previsione che ne deriva. Andamento si riferisce alla sequenza temporale e direzionale insieme, come vedremo subito.
Un buon compromesso rispetto alle figure ottenute dai 3 numeri fissi lo si ottiene da 4, cioè gli estremi di due segmenti o meglio corde, che si intersecano - per cominciare - provenendo da opposte direzioni.
Siano dati allora i due archi: 27-13, 4-19, usciti al 660-663º colpo al Tavolo 2 del Casino di Hamburg, il 02/01/2003 (si tratta in raltà di 9-36, 4-5, come si vede nella figura, in cui riporto anche i numeri rosso/neri tanto amati).
Le due corde infatti possono già costituire, qualunque sia l'inclinazione o deviazione dal centro, il primo sistema di riferimento nella costruzione del nostro aquilone. Il successivo grado di specializzazione della figura lo definirà il primo numero uscito, situato tra la 13ª e la 19ª cella, nel nostro caso il 17 (ossia il 23 Rosso, ma non lo ripeterò più) al successivo colpo 680. Dalla sua posizione intermedia possiamo già proiettare una linea centrale, che raggiungerà il cerchio ad un punto poco discosto dal centro della 36ª e che, insieme alle prime due, costituisce l'impianto essenziale di qualunque proiezione si voglia effettuare. Abbiamo di fatto i tre punti di base: 5, 17, 13 e le prime due linee che definiranno il quadrilatero

A questo punto dunque è lecito tracciare le due linee che formeranno i lati mancanti dell'aquilone e che, nel caso di un impianto lineare, debbono soddisfare alla sola condizione di incontrarsi nello stesso punto in cui incontrano l'asse centrale, il quale in realtà non è che il prolungamento della prima diagonale del quadrilatero in causa.
Nel caso di un impianto circolare quale miglior punto definisce eventi relativi alla circonferenza stessa, se non uno situato su di essa? procediamo quindi dagli estremi interni delle due prime linee (4-19 e 27-13), che ne saranno i lati inferiori, a tracciare le altre due (19-36 e 13-36, i 2 lati superiori) fino ad incontrarsi nello stesso punto in cui asse e cerchio si intersecano. La descrizione è forse un po' ridondante, ma è meglio essere chiari per procedere senza esitazioni. I due punti in cui esse intersecano le prime due tracciate, in quanto vertici dell'aquilone così ottenuto (come studioso di astrologia mi riportano assai più alla mente l'asse dei Nodi lunari: “Caput Draconis” e “Cauda Draconis”), ne porteranno la seconda diagonale, che è quella che maggiormente ci interessa. Infatti la sua proiezione verso la linea di base (nel nostro caso la circonferenza) indicherà il numero (i due numeri per il cerchio) definito armonico per la sua magica distanza e proprietà geometrica. I calcoli ci dicono che l'evidente 22ª e la 5ª cella sono le designate; ma non finisce qua. La sperimentazione insegna, lo toccherete con mano, che la somma dei due valori acquista un senso all'interno del cilindro e quindi il 27 si aggiunge ai pronostici; potremmo tener conto anche del 36 che, guardacaso, si è già presentato due volte in questo breve intervallo, l'ultima al 672º colpo, proprio a metà strada tra la formazione iniziale (663) ed il 17 (680); quest'ultimo a sua volta è uscito al 17º colpo dalla fine del primo incrocio, ma non lasciamoci coinvolgere troppo. Quel che conta in questa formazione, che ho preso ad esempio solo perché più facile da rappresentare e da leggere, è che, dopo una ripetizione del 12, che certamente avrà avuto i suoi buoni motivi poiché nel cilindro vi è vita assai movimentata (la ripetizione di un numero ad es. e per quanto mi consta, è sempre un omaggio al compimento di qualcosa di perfetto, rispondente o equilibrato; se anche non mi fosse stato insegnato da un grande della Roulette, dopo molti anni di sperimentazione assumerei tutta la responsabilità di un'affermazione così inconsueta! in quali occasioni noi esseri pensanti ripetiamo una parola, un gesto, se non per confermare qualcosa? avremo modo di approfondire l'argomento nella 2ª parte), sono usciti il 5 al 3º e poi il 27 (tra l'altro partecipe alla formazione), al 4º colpo!
vedi lo spaccato della partita con il progressivo dei colpi, intercalato da previsioni;
[ tra le parentesi stanno i n. giocati ]
^-18 significa spostamento all'indietro di 18 caselle;
7¢ indica la distanza alla quale si propone l'asse, dopo la configurazione dei primi 4.
Amburgo_2003_T2 - True boules; ·posit· [bets] ^distances
652 36: ·13· [ ] ^7
653 35 : ·34· [ ] ^-16
654 29 : ·30· [ ] ^-4
655 27: ·11· [ ] ^18
656 35 : ·34· [ ] ^-14
657 29 : ·30· [ ] ^-4
658 31 : ·26· [ ] ^-4
| 18 29 28 15 +26 | (5) [ 29 15 ] +44 13¢s
-15€ 659 17 : · 8· [ 29 15 7 ] ^-18
-18€ 660 9: ·27· [ 29 15 7 ] ^-18
-21€ 661 36: ·13· [ 29 15 7 ] ^-14
-24€ 662 4 : · 4· [ 29 15 7 ] ^-9
| 34 13 11 30 +4 | (18) [ 13 31 ] +44 7¢
-27€ 663 5: ·19· [ 31 13 7 ] ^15
-30€ 664 29 : ·30· [ 31 13 7 ] ^11
-33€ 665 34: · 9· [ 31 13 7 ] ^16
-36€ 666 11 : ·14· [ 31 13 7 ] ^5
667 13 : ·12· [ ] ^-2
668 26 : ·36· [ ] ^-13
669 11 : ·14· [ ] ^15
670 24 : ·20· [ ] ^6
671 1: ·23· [ ] ^3
672 26 : ·36· [ ] ^13
673 16: ·21· [ ] ^-15
674 20 : ·24· [ ] ^3
675 27: ·11· [ ] ^-13
676 21: · 5· [ ] ^-6
677 32: · 1· [ ] ^-4
678 21: · 5· [ ] ^4
679 4 : · 4· [ ] ^-1
680 23: ·17· [ ] ^13
| 13 27 19 4 +17 | (36) [ 22 5 ] +27 17¢
-39€ 681 13 : ·12· [ 22 5 27 ] ^-5
-42€ 682 13 : ·12· [ 22 5 27 ] ^0
-9€ 683 21: · 5· [ 22 5 27 ] ^-7
24€ 684 9: ·27· [ 22 5 27 ] ^-15
685 8 : ·16· [ ] ^-11
686 13 : ·12· [ ] ^-4
687 18: ·29· [ ] ^17
688 5: ·19· [ ] ^-10
689 22 : ·28· [ ] ^9
Di figure se ne formano anche di meno leggibili, ma non per questo meno efficaci; anzi, non di rado dotate di particolari stranezze, come la successiva vincente dopo la serie già veduta.

Al colpo 824º si configura sulle coppie: 2-13, 10-32 (notare che questa volta l'incrocio è estrovertito non introvertito come il precedente) - - seguite a distanza di 11 colpi dal nº4. Poiché questo è situato lateralmente, vicino ad uno dei due punti alla base, forma un asse il cui estremo cade nella cella nº15 e la figura complessiva risulta schiacciata. Per di più l'altra diagonale dell'aquilone ormai delineato cade nella stessa cella nº13 già occupata da uno dei due numeri di base, mentre l'altro va alla 37: entrambi distano due caselle dagli estremi dalla corda 2-15. Il risultato non delude: il 13 vince al secondo colpo; ma la cosa curiosa è che al primo colpo esce il 14 ed al quarto l'1, entrambi racchiusi nelle suddette distanze di due caselle e quindi vicini sia dei due attesi che degli altri due. Tutto ciò può non interessare il sistema di gioco, ma non manca di attirare l'osservazione, così come la pallina stessa sembra essere attratta da una calamita insita nella configurazione che si sta esaminando.
Di simili casi se ne presentano troppi applicando questa tecnica di gioco, se si esaminano anche solo i più appariscenti meandri del suo sviluppo; sono certo che con il tempo e la pazienza, o forse con un'intuizione lampo, un giorno o l'altro possa emergere un altro filo conduttore, capace di collegare tra loro fenomeni apparentemente indipendenti. Altro esempio notevole lo abbiamo nella stessa annata a partire dalla 35522ª boule: i tre principali numeri previsti si presentano dopo 53 colpi (cioè entro due giri di cilindro!) tutti tre insieme e nello stesso ordine stabilito dalla procedura!
35521 4 : 4 [ ] ^16
35522 10 : 18 [ ] ^14
35523 4 : 4 [ ] ^-14
35524 35 : 34 [ ] ^-7
35525 36: 13 [ ] ^16
35526 11 : 14 [ ] ^1
35527 20 : 24 [ ] ^10
35528 13 : 12 [ ] ^-12
35529 36: 13 [ ] ^1
35530 33 : 22 [ ] ^9
35531 24 : 20 [ ] ^-2
35532 8 : 16 [ ] ^-4
35533 24 : 20 [ ] ^4
35534 16: 21 [ ] ^1
35535 21: 5 [ ] ^-16
35536 35 : 34 [ ] ^-8
35537 30: 15 [ ] ^18
35538 25: 7 [ ] ^-8
Al 13º di distanza esce il 7 ad attivare la formazione in rosso;

previsioni:
| 4 18 13 34 +7 | (22) [ 1 17 ] +18 13¢
-4€ 35539 5: 19 [ 1 17 18 22 ] ^12
-8€ 35540 8 : 16 [ 1 17 18 22 ] ^-3
-12€ 35541 2 : 6 [ 1 17 18 22 ] ^-10
20€ 35542 10 : 18 [ 1 17 18 22 ] ^12
35543 3: 35 [ ] ^17
35544 33 : 22 [ ] ^-13
Il 18 vince al 4º colpo (i primi 4 sono quelli che contano, in ordine decrescente; ma al 6º esce pure il 22). Per noi potrebbe bastare.
La figura successiva non ha buon esito, anche se entro 15 colpi si presentano ben tre dei suoi numeri; ma se si spinge lo sguardo oltre, si scopre che al 53º colpo dall'uscita del vincente precedente i 3 primi numeri 1, 17 e 18 escono tutti insieme nell'ordine.
35545 29 : 30 [ ] ^8
35546 28 : 32 [ ] ^2
35547 20 : 24 [ ] ^-8
35548 7: 31 [ ] ^7
35549 15 : 2 [ ] ^8
35550 5: 19 [ ] ^17
35551 35 : 34 [ ] ^15
35552 24 : 20 [ ] ^-14
35553 36: 13 [ ] ^-7
| 7 19 16 6 +13 | (4) [ 6 18 ] +24 12¢
16€ 35554 28 : 32 [ 6 18 24 4 ] ^-18
12€ 35555 14: 25 [ 6 18 24 4 ] ^-7
8€ 35556 35 : 34 [ 6 18 24 4 ] ^9
4€ 35557 6 : 10 [ 6 18 24 4 ] ^13
35558 5: 19 [ ] ^9
35559 5: 19 [ ] ^0
35560 17 : 8 [ ] ^-11
35561 20 : 24 [ ] ^16
35562 33 : 22 [ ] ^-2
35563 7: 31 [ ] ^9
35564 27: 11 [ ] ^17
35565 13 : 12 [ ] ^1
35566 27: 11 [ ] ^-1
35567 8 : 16 [ ] ^5
35568 2 : 6 [ ] ^-10
35569 13 : 12 [ ] ^6
35570 8 : 16 [ ] ^4
35571 27: 11 [ ] ^-5
35572 4 : 4 [ ] ^-7
35573 8 : 16 [ ] ^12
35574 18: 29 [ ] ^13
35575 12: 33 [ ] ^4
35576 34: 9 [ ] ^13
35577 15 : 2 [ ] ^-7
35578 21: 5 [ ] ^3
35579 7: 31 [ ] ^-11
35580 28 : 32 [ ] ^1
35581 34: 9 [ ] ^14
35582 0 : 37 [ ] ^-9
35583 26 : 36 [ ] ^-1
35584 7: 31 [ ] ^-5
35585 30: 15 [ ] ^-16
35586 2 : 6 [ ] ^-9
35587 10 : 18 [ ] ^12
35588 12: 33 [ ] ^15
35589 21: 5 [ ] ^9
35590 29 : 30 [ ] ^-12
35591 16: 21 [ ] ^-9
35592 17 : 8 [ ] ^-13
35593 15 : 2 [ ] ^-6
35594 32: 1 [ ] ^-1
35595 23: 17 [ ] ^16
35596 10 : 18 [ ] ^1
35597 35 : 34 [ ] ^16
Perché il 53º? non lo so, ma è il primo dopo che la distanza 13 è stata coperta 4 volte. Il modulo 4 sembra proprio dominare! Certo si può concludere che tutto questo non rivesta alcun valore probatorio, o nei riguardi del sistema, ma molto può dipendere dal punto di vista da cui lo si considera. Il fatto è che di casi siffatti se ne rileva più d' uno e, in termini molto grossolani, le probabilità stanno nell'ordine di 1/50653; possono essere nella media rispetto al numero di permanenze, ma qui sono da riferirsi unicamente a formazioni specifiche ed entro un certo numero di estrazioni.
Chi è più preparato obietterà che una terna qualunque può ripetersi con la medesima frequenza; certo che sì! non occorre neppure verificarlo; ciò induce anzi un suggerimento interessante, specialmente per i cultori di AstroTime.
Ma chi vi dice che quando ciò si accade non vi sia, più che un nesso, un legame tra le parti, filo conduttore o linguaggio di una naturale Intelligenza? se così è, i suoi costrutti armonici restano tuttavia lontani dai nostri concetti abituali; né la statistica è in grado di intravvederli, poiché Essa intelligenza non segue il conteggio dei ritardi e delle accumulazioni, ma si modalizza - nella mia concezione - attraverso passaggi dinamici da una formazione all'altra (di qualunque tipo ed ampiezza) non lontani da una sorta di interlacciamento, intrecciando in luogo di un insieme disordinato di note dei veri e propri accordi di un suono che non si esaurirà mai.
Di fronte ai 37 numeri occorre abituarsi a pensare in termini di Infinito; il che significa che né 400mila colpi né i 2milioni ne stabiliranno il confine; sono un soffio di fronte a 100milioni o più. Forse che dei 2milioni si ripeterà l'andamento nei successivi 2, e in quelli dopo? ed i prossimi 100milioni? la mescolanza di 37 numeri nel suo sviluppo temporale dà luogo ad una serie sterminata di combinazioni; eppure l'equilibrio ritorna costantemente, pur nella risacca delle permanenze. Qualcosa all'interno di questo processo deve garantirlo; ed ogni eventuale espressione di questo qualcosa, per come è inteso in questo contesto, dovrebbe trovare riscontro a mio parere entro quattro-cinque anni di gioco, come una trama imprescindibile, se pure inafferrabile. Non mi sentirei per contro di applicare questo assunto ai sistemi di tipo statico, finanche basati sul calcolo combinatorio, poiché certe dinamiche del Tempo possono sempre riservare mutamenti inattesi.
Numeri che turbinano come granelli di sabbia in balia del vento in pieno deserto, portando seco le fiches posate sul tappeto verde; riuscite a immaginare qualcosa di più casuale di come e dove andranno a posarsi? eppure soggiacciono ad una legge: quella del vento che li conduce; e quel vento è casuale, o è l'espressione passiva di campi di energia ai quali non può sottrarsi? eppure vi è armonia in ogni suo vortice, in ogni sua folata e il discorso si farebbe lungo…
Da ragazzo mi divertivo ad osservare al microscopio qualche goccia di tintura di iodio: le stendevo ad espandere su un vetrino ed attendevo, avendo scoperto, man mano che la componente alcoolica evaporava, i cristalli che comparivano qua e là attraendo lo sguardo con il loro brillio invitante, come tante gemme sparse. Pochi istanti prima si trovavano disciolte in un'unica soluzione scura, ma presto la bellezza prendeva forma.
( continua )
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