Due prin­c­ì­pi dan­no forma al­l'esi­sten­te
nel nostro Universo: Caos ed Or­di­ne;
e se una con­ce­zio­ne dua­li­sta le con­si­de­ra
 an­ta­go­ni­ste, in ve­ri­tà sono un'uni­ca Cosa.

  • Armonia e Roulette
Fos­se solo per il pri­mo, po­trem­mo ave­re
spi­re in­ter­mi­na­bili di nu­me­ri Ros­si per mesi
e qual­che nero nel week-end, e ma­ga­ri
tut­ti del­la 1ª doz­zi­na. O an­che solo zeri.
Ma l'Or­di­ne in­ter­vie­ne: ap­pli­can­do
l'Ar­mo­nia - con tut­te le sue al­ter­nan­ze -
con­se­gue e man­tie­ne l'Equi­li­brio.


La no­stra men­ta­li­tà non lo com­pren­de an­co­ra del tut­to; ne os­ser­va le ma­ni­fe­sta­zio­ni tra­en­do­ne i pos­si­bi­li be­ne­fi­ci, pre­vi­sio­ni a po­ste­rio­ri, sta­ti­sti­ca, dal­la leg­ge dei Gran­di Nu­me­ri alla leg­ge del Ter­zo or­mai con­su­ma­ta ai cul­to­ri dei si­ste­mi di gio­co, ma non ne co­no­sce la ra­tio, o la mo­da­li­tà.
L'ami­co An­drea Bian­chi, nel suo pre­sti­gio­so sito laRoulette.it si com­pia­ce di un mot­to che, pur con­den­sa­to in un ban­ner, non per­de la sua po­ten­zia­le sa­ga­cia: “per­ché la For­tu­na va e vie­ne, ma la Co­no­scen­za ri­ma­ne”; tut­to som­ma­to, mi ha a sua vol­ta sti­mo­la­to a com­ple­ta­re ciò che da tem­po ave­vo im­ba­sti­to.
Se po­tre­mo apri­re an­che un pic­co­lo spi­ra­glio nel con­te­sto del­la pre­ve­di­bi­li­tà, gra­zie a quel gran­de cam­po di pro­va che è la Ro­u­let­te, ma esclu­den­do dal­la liz­za l'im­pie­go di stru­men­ta­zio­ne a ca­rat­te­re spe­cu­la­ti­vo (cioè mon­tan­ti, ri­tar­di, ca­lo­re e trap­po­le va­rie ad essi orien­ta­te) e ri­cer­can­do in­ve­ce nel­la di­re­zio­ne “na­tu­ra­le” del­lo scor­re­re del­le per­ma­nen­ze, il che sot­tin­ten­de come im­po­sta­zio­ne ba­si­la­re l'umil­tà di un gio­co a mas­sa co­stan­te, avre­mo po­sa­to lo sguar­do ap­pun­to sul­la “Co­no­scen­za, quel­la che ri­ma­ne”.
è al­lo­ra op­por­tu­no con­cen­trar­si per un at­ti­mo, in modo ni­ti­do e pia­no se ri­fe­ri­to al no­stro sog­get­to, sui due 'prin­c­ì­pi' te­sté enun­cia­ti, che di fat­to si espri­mo­no ope­ran­do in due di­re­zio­ni op­po­ste:

  • il Caos è il pro­dot­to del di­sor­di­ne, del caso che lo ani­ma, se mi è con­sen­ti­to ri­me­sco­larne le let­te­re. Il prin­ci­pio in atto è quel­lo che por­ta alla se­pa­ra­zio­ne, alla com­ple­ta in­di­pen­den­za di ogni dato - o di ogni sta­to - da qua­lun­que al­tro; il che fa sì che non vi sia le­ga­me, cor­ri­spon­den­za, con­nes­sio­ne tra i fat­to­ri di qua­lun­que in­sie­me, sem­pre che di in­sie­me in tal caso si pos­sa ar­go­men­ta­re.
  • Or­di­ne in­ve­ce, os­sia di­spo­si­zio­ne or­ga­niz­za­ta del­l'in­sie­me che ne è la ri­sul­tan­te, na­sce da un'In­tel­li­gen­za che, qua­le tra­mi­te di una co­mu­nio­ne in­fra­strut­tu­ra­le tra ogni ar­go­men­to ed il Tut­to, ad ogni istan­te ri­pro­du­ce quel­la pur fu­ga­ce com­pa­ti­bi­li­tà o si­ner­gia - più o meno la­ten­te o ma­ni­fe­sta - vol­ta ad af­fer­ma­re o man­te­ne­re l'in­ter­di­pen­den­za tra le par­ti; in po­che pa­ro­le, da un Fat­to­re ca­pa­ce di ga­ran­ti­re una con­gru­en­za da cui pren­da for­ma la con­ti­nu­i­tà, se non la co­e­sio­ne stes­sa.
    Al di so­pra di ogni al­tro, nei con­cet­ti di vita e di mor­te as­so­lu­ta­men­te si di­stin­gue ciò che uni­sce in una pro­gres­sio­ne in­ces­san­te da ciò che se­pa­ra e (ap­pa­ren­te­men­te) di­sper­de.

    Il segreto sta là.

Nel no­stro caso spe­ci­fi­co, que­sta fun­zio­ne può es­se­re raf­fron­tata al filo che uni­sce la per­le di una col­la­na: sen­za di esso le per­le sa­reb­be­ro de­sti­na­te a spar­pa­gliarsi in tut­te le di­re­zio­ni; la sua pre­sen­za fa sì che una col­la­na esi­sta. Po­trem­mo con­te­nerle in una sca­to­la - cosa che mi ram­men­ta i co­mu­ni si­ste­mi - ma non avrem­mo co­mun­que una col­la­na. Si trat­ta dun­que di riu­sci­re a su­bli­ma­re quel ban­do­lo del­la ma­tas­sa, con­dut­to­re del­la con­ti­nu­i­tà, di­stin­guen­dolo da ciò che ten­de a dis­sol­verla (e così a ne­gar­la). Se ho evi­den­zia­to il ter­mi­ne con­dut­to­re nel­l'esem­pio è per­ché esso si adat­ta egual­men­te a espres­sio­ne “filo con­dut­to­re”, quan­to al con­cet­to di con­dut­to­re di una cor­ren­te di ener­gia.
L'in­di­vi­dua­zio­ne di que­sto spi­ra­glio è sta­ta ali­men­ta­ta e so­spinta da anni di os­ser­va­zio­ni di va­rio or­di­ne, di cui sa­reb­be lun­go elen­ca­re tut­ti gli in­gre­dien­ti (del re­sto è il tra­guar­do che con­ta), in una di­re­zio­ne mol­to sem­pli­ce. La re­al­tà Ro­u­let­te con­sta es­sen­zial­men­te di un ci­lin­dro, del qua­le il tap­pe­to non è che un co­rol­la­rio, ed è al­l'in­ter­no del ci­lin­dro che va ri­cer­ca­ta la ve­ri­tà.
Me­ri­ta os­ser­va­re che le stra­te­gie orien­ta­te al tap­pe­to ten­do­no ad agi­re in una for­ma li­ne­a­re, pia­na e pro­gres­si­va, che è quel­la del­la sta­ti­sti­ca, ov­ve­ro del­la co­per­tu­ra pro­gres­si­va del­le va­rie aree e sud­di­vi­sio­ni del­la sua tra­ma. Quel­le orien­ta­te al ci­lin­dro, al­me­no nel­la mia espe­rien­za, pren­do­no spun­to da un tipo di os­ser­va­zio­ne più in­tu­i­ti­vo ed ar­ti­co­la­to, che ne com­bi­na la ge­o­me­tria con il mo­vi­men­to ed i re­la­ti­vi tem­pi, tan­to per in­qua­dra­re i due tipi di ap­proc­cio. Il pri­mo sem­bra più orien­ta­to al ra­strel­la­men­to, il se­con­do alla pre­vi­sio­ne; ma è solo una con­si­de­ra­zio­ne sog­get­ti­va.
il Prin­ci­pio, ciò che la ge­o­me­tria vede
Fon­da­men­to del­la mia pro­po­sta è una leg­ge nu­me­ri­ca che par­te dal­la ge­o­me­tria “li­ne­a­re”, per es­se­re tra­sfe­ri­ta al cer­chio: l’in­sie­me di 4 pun­ti di­spo­sti lun­go una ret­ta è det­to ar­mo­ni­co ogni­qual­vol­ta 4 li­nee ori­gi­na­te da 2 pun­ti al­ter­ni si in­con­tra­no for­man­do sul pia­no un qua­dri­la­te­ro, le cui dia­go­na­li rag­giun­ga­no gli al­tri due pun­ti.

Po­i­ché di ar­mo­nia si trat­ta ed essa è alla base di tut­te le ma­ni­fe­sta­zio­ni vi­ta­li, ipo­tizziamo tout co­urt che il pre­sen­tar­si di una se­rie di tre pun­ti con mo­da­li­tà ri­spon­den­ti (ve­dre­mo poi qua­li) po­tes­se ri­chia­mar­ne il quar­to ar­mo­ni­co, ge­ne­ran­do un ag­glo­me­ra­to net­ta­men­te iden­ti­fi­ca­bi­le con un'in­ci­den­za su­pe­rio­re alla me­dia.

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